In uruguay l'elettricità arriva sempre e comunque tramite la UTE, che è il fornitore monopolista. I cavi di distribuzione sono quasi sempre esterni, su pali, e scorrono lungo le pareti esterne delle case in genere fra il piano terra e il primo piano, spesso sono anche visibili collegamenti "fantasiosi".
Quello che sappiamo comunque è che al di là di tutte le norme che siamo abituati a vedere rispettate l'elettricità ci è amica e viaggia tranquilla sui fili anche se ci sembra che debba esplodere tutto da un momento all'altro, per cui superato l'impatto iniziale ci si abitua a vedere anche all'esterno delle case cavi più o meno volanti e connessioni fatte con nastro isolante.
Ci sono due particolarità da tenere presente quando si giunge in Uruguay: la prima sono le prese, ce ne sono davvero di vari tipi diversi, ma non mancano in vendita sia i convertitori (ovviamente!) sia le ciabatte che possono incorporare non solo vari tipi di presa ma anche delle prese studiate per accettare praticamente tutti i tipi di spina. Scordatevi comunque, a meno che non usiate schuko, la sicurezza: sono in vendita per pochi pesos convertitori, spine e prese che sono estremamente pericolose, poiché hanno i contatti vicini ai fori e privi di protezione, cosa che potrebbe spingere un bambino a infilarci qualcosa, ad esempio.
Stessa cosa per le prese multiple, che qui si chiamano "trifasicos", esistono anch'esse di vari formati e di vari livelli di sicurezza, per cui quando chiedete un trifasico cercate di non puntare troppo al risparmio.
In generale nelle case sono presenti tipi diversi di presa, per cui non avrete problemi a trovare un punto dove collegare la vostra spina, io comunque in base alla mia esperienza elenco qui sotto i vari tipi di spina/presa che ho incontrato, il riferimento per i modelli è questa pagina:
A
C (CEE 7/16 e 7/17)
F (CEE 7/4)
F+E (CEE 7/7)
G (BS 1363)
I (IRAM 2073)
L (CEI 23-16/VII, 10 e 16A)
La seconda cosa da tenere presente riguarda il lavoro sugli impianti elettrici in Uruguay - quindi non una roba che si fa tutti i giorni - ed è la disposizione fase/neutro. In Uruguay la distribuzione avviene in corrente alternata trifase 400V, il che vuol dire che come in Italia vi sono 3 fasi alle quali, generalmente, si affianca un neutro. Dico generalmente perchè capita credo abbastanza spesso (nei due posti dove ho lavorato sugli impianti era così, ad esempio) che il neutro centralizzato sia assente e nel "quadro di distribuzione" del palazzo o del gruppo di case vengano prelevate due fasi in maniera da generare la tensione occorrente di 230V. Questo lo potrete verificare con un semplice cercafase poichè ovviamente si illuminerà sia toccando il terminale L sia toccando il presunto N.
Inoltre la colorazione dei cavi non è quella standard a cui siamo abituati ma segue una vecchia "moda" in uso in Italia qualche decina di anni fa: per ogni stanza la coppia fase/neutro ha un suo colore, per cui avrete ad esempio una stanza coi cavi tutti rossi, un'altra coi cavi tutti blu, e così via, senza poter distinguere tra fase e neutro se non sperimentalmente.
E' poi uso, non so se anche nelle case di recentissima costruzione, che ogni stanza abbia una scatola di derivazione dove sono posti dei fusibili, in maniera che in caso di corto circuito resti isolata solo quella stanza. Questo perchè qui i magnetotermici differenziali, soprattutto nelle vecchie costruzioni, spesso non esistono: la loro funzione è svolta da vecchi fusibili (quelli di ceramica bianca, per intenderci) e il distacco è effettuato da interruttori a leva.
Comunque la UTE sta pian piano cambiando tutti i contatori, mettendoli nuovi (non digitali, per fortuna) e provvedendo ad installare un magnetotermico a monte degli impianti.
Ora siete pronti per maneggiare spine, prese e cavi.
25.3.10
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