Passeggiando per Montevideo è facilissimo imbattersi in un carretto a due ruote trainato da un cavallo, generalmente guidato da una o due persone, pieno di enormi sacchi bianchi. La prima volta in genere si pensa che siano persone che per lavoro trasportano cose e, vista la loro condizione, che questo lavoro non gli renda molto. La seconda volta ci si rende conto che quella che trasportano è immondizia e, infine, capiterà di sicuro di vedere qualcuno che scende dal "carrito" e si mette a rovistare in un bidone dei rifiuti, magari entrandoci dentro. Automaticamente si immagina che siano persone che rovistano nei rifiuti per trovare qualcosa da mangiare e magari da rivendere per pochi pesos ad un mercato.
Invece niente di più sbagliato.
Intendiamoci, non è che rovistare nell'immondizia sia un bel lavoro, ma è di fatto un lavoro: queste persone infatti fanno quella che si chiama la "classificazione informale dei rifiuti", ovvero eseguono la raccolta differenziata che non fanno i cittadini e, raccogliendo cartone ad esempio, o bottiglie o quello che sia, nei loro carri, eliminano i rifiuti riciclabili dal circuito normale delle discariche e la portano nei punti di raccolta.
Sono anche organizzati in un sindacato, l'Union de Clasificadores de Residuos Sólidos, che spesso dialoga o si scontra coi i comuni per ottenere garanzie o condizioni di lavoro migliori.
E' per me una soluzione tipica di qui, un altro modo di "arreglar": è difficile educare le persone a fare la raccolta differenziata, soprattutto quando si ha a che fare con interi quartieri poco istruiti o in situazione di povertà, è complicata da organizzare e dispendiosa per i comuni più poveri, per cui la soluzione è far fare tutto a qualcuno che così ha anche un lavoro...
Certo, non ci si abitua a vedere ragazzi che si infilano nei bidoni per cercare materiali riciclabili, però a quanto pare il sistema è rodato e la gente non ci fa caso, anche se ci sarebbe sempre da domandarsi come vivono queste persone, condividendo i loro spazi coi cavalli e l'immondizia.
19.5.10
4.5.10
La grasera, come salvarsi
La grasera è una cosa nascosta, poco visibile generalmente, ma con la quale prima o poi ci si scontra, soprattutto se si ragiona da europei. E' una cosa da temere, ma è anche necessaria...
A parte questa intro misteriosa vado a spiegare cos'è 'sta maledetta grasera: è uso comune, quando si costruiscono le tubazioni per lo scarico delle acque bianche (lavandini, docce, ecc), mettere ogni tot dei "raccoglitori", in maniera da diminuire il numero di tubi necessari e regolarizzare il flusso dell'acqua, sono in pratica come dei secchi nei quali confluiscono vari scarichi e da cui parte un solo scarico, generalmente un po' più grande, attraverso il quale l'acqua può defluire (se qualche idraulico vuole correggere questa definizione cialtrona ben venga).
Ora, in Italia non ne ho mai viste nelle cucine, mentre ne ho viste nei bagni, solo che da noi si chiamano "pozzetti" e sono chiusi ermeticamente.
Uno dei compiti di tali pozzetti o grasere che dir si voglia è infatti anche quello di "decantare" l'acqua degli scarichi, facendo sì che le impurità maggiori e più pesanti si depositino sul fondo e, invece di andare via tutte insieme rischiando di otturare le tubazioni, defluiscano man mano lentamente ogni qual volta il pozzetto si riempie, smuovendole. Quando questo meccanismo cessa capita che sia necessario aprire il pozzetto e pulirlo, cosa che in genere fa un simpatico idraulico in possesso della misteriosa chiave segreta necessaria appunto per aprire il pozzetto, l'uso della quale in genere ci costa come minimo cento euro.
Anche in Uruguay il bagno ha la sua grasera, è dotata generalmente un tappo di facile apertura in maniera che sia agevole accedervi e tale tappo ha una griglia, cosicchè se per caso ci viene in mente di rovesciare un secchio d'acqua sul pavimento (o più facilmente se per una qualche motivo avviene un allagamento) non avremo nessun problema poiché l'acqua entrerà nella grasera e ciao.
Quello che però urta contro le abitudini di noi europei è la grasera della cucina: in Uruguay infatti anche la cucina ha la sua grasera, che ha un tappo senza nessuna griglia, anche perchè quello che succede è che nella grasera confluiscano i resti del lavaggio dei piatti, per cui immaginatevi cosa può scaturire da una specie di vasetto a livello pavimento sempre con un dito d'acqua dentro e con qualche avanzo che ci è caduto nello scarico del lavandino... molto meglio che sia tutto chiuso in maniera che non possano uscire odori.
Il punto dolente - da un certo punto di vista - però è proprio questa chiusura: i tubi di scarico non sono enormi e quindi l'acqua non defluisce velocemente, anzi, in genere defluisce "il giusto", e noi europei siamo abituati a buttare nel lavandino quasi qualsiasi cosa, dal riso in sù tutto finisce dentro lo scarico, confidando che tanto verrà portato via. Qui invece un po' rimane nella grasera, un po' effettivamente va nello scarico generale, contribuendo però solamente a intasarlo, rallentando ancora di più la discesa dell'acqua per cui, essendo che la grasera non è chiusa ermeticamente, il risultato ad un certo punto sarà che lavando i piatti vi troverete in cucina, coi piedi nell'acqua, stupiti dal fatto che dal nulla sgorghi acqua con schiuma.
La prima cosa che dovrete fare sarà ovviamente smettere di lavare i piatti, poi dovrete cercare la grasera, sperando che sia accessibile... per fare un esempio la mia si trova in una parte di pavimento nascosta dal mobile che sta sotto al lavandino, nel punto in cui si appoggia la bombola del gas¹, per cui per trovarla è bastato seguire l'acqua, per arrivarci ho dovuto spostare un po' di cose.
La seconda cosa da fare è aprire la grasera pregando che il tubo di scarico non sia intasato del tutto, perchè il quel caso bisogna passare la piano B. Se il problema è che l'acqua defluisce troppo lentamente allora probabilmente basterà pulire la grasera, svuotandola di tutto lo schifo che vi si sarà accumulato negli anni, e comprare un qualche prodotto per "la limpieza de las cañerias". Ne vendono di vari e la cosa migliore è aspettare la sera, buttare il doppio o il triplo della dose direttamente nella grasera, condire il tutto con acqua bollente cercando di non respirare i salubri vapori che si sprigioneranno e poi attendere che il mix durante la notte corroda tutto ciò che si è accumulato nei tubi. In genere questo trattamento libera lo scarico, per cui la mattina potrete rimettere tutto a posto.
Il piano B invece è più complesso, poichè innanzitutto bisogna un attimo capire se la grasera della cucina è connessa a quella del bagno (capita, e in questo caso se è quella del bagno a intasarsi lo scoprirete quando avrete finito di lavare i piatti...), se sì potrete calcolare più o meno la distanza fra le due, se no non potrete calcolare niente: il calcolo serve perchè in questi casi l'unico modo di provare a liberare un tubo è con la forza bruta, per cui bisogna comprare uno strumento apposito (di cui non conosco il nome) che è una specie di lunga molla che va infilata nel tubo otturato, spingendo e girando, il quale viene venduto in varie misure, per cui sapere che ne basta uno da 3 metri invece che da 10 è utile a risparmiare.
Alla fine comunque la cosa migliore è comprare un filtro per lo scarico del lavandino della cucina, il quale sarà piuttosto complicato da trovare e, tra l'altro, non impedirà ovviamente il passaggio di qualche residuo più piccolo, tipo chicchi di riso ecc, per cui quando lavate i piatti fate attenzione e pensate alla grasera...
A parte questa intro misteriosa vado a spiegare cos'è 'sta maledetta grasera: è uso comune, quando si costruiscono le tubazioni per lo scarico delle acque bianche (lavandini, docce, ecc), mettere ogni tot dei "raccoglitori", in maniera da diminuire il numero di tubi necessari e regolarizzare il flusso dell'acqua, sono in pratica come dei secchi nei quali confluiscono vari scarichi e da cui parte un solo scarico, generalmente un po' più grande, attraverso il quale l'acqua può defluire (se qualche idraulico vuole correggere questa definizione cialtrona ben venga).
Ora, in Italia non ne ho mai viste nelle cucine, mentre ne ho viste nei bagni, solo che da noi si chiamano "pozzetti" e sono chiusi ermeticamente.
Uno dei compiti di tali pozzetti o grasere che dir si voglia è infatti anche quello di "decantare" l'acqua degli scarichi, facendo sì che le impurità maggiori e più pesanti si depositino sul fondo e, invece di andare via tutte insieme rischiando di otturare le tubazioni, defluiscano man mano lentamente ogni qual volta il pozzetto si riempie, smuovendole. Quando questo meccanismo cessa capita che sia necessario aprire il pozzetto e pulirlo, cosa che in genere fa un simpatico idraulico in possesso della misteriosa chiave segreta necessaria appunto per aprire il pozzetto, l'uso della quale in genere ci costa come minimo cento euro.
Anche in Uruguay il bagno ha la sua grasera, è dotata generalmente un tappo di facile apertura in maniera che sia agevole accedervi e tale tappo ha una griglia, cosicchè se per caso ci viene in mente di rovesciare un secchio d'acqua sul pavimento (o più facilmente se per una qualche motivo avviene un allagamento) non avremo nessun problema poiché l'acqua entrerà nella grasera e ciao.
Quello che però urta contro le abitudini di noi europei è la grasera della cucina: in Uruguay infatti anche la cucina ha la sua grasera, che ha un tappo senza nessuna griglia, anche perchè quello che succede è che nella grasera confluiscano i resti del lavaggio dei piatti, per cui immaginatevi cosa può scaturire da una specie di vasetto a livello pavimento sempre con un dito d'acqua dentro e con qualche avanzo che ci è caduto nello scarico del lavandino... molto meglio che sia tutto chiuso in maniera che non possano uscire odori.
Il punto dolente - da un certo punto di vista - però è proprio questa chiusura: i tubi di scarico non sono enormi e quindi l'acqua non defluisce velocemente, anzi, in genere defluisce "il giusto", e noi europei siamo abituati a buttare nel lavandino quasi qualsiasi cosa, dal riso in sù tutto finisce dentro lo scarico, confidando che tanto verrà portato via. Qui invece un po' rimane nella grasera, un po' effettivamente va nello scarico generale, contribuendo però solamente a intasarlo, rallentando ancora di più la discesa dell'acqua per cui, essendo che la grasera non è chiusa ermeticamente, il risultato ad un certo punto sarà che lavando i piatti vi troverete in cucina, coi piedi nell'acqua, stupiti dal fatto che dal nulla sgorghi acqua con schiuma.
La prima cosa che dovrete fare sarà ovviamente smettere di lavare i piatti, poi dovrete cercare la grasera, sperando che sia accessibile... per fare un esempio la mia si trova in una parte di pavimento nascosta dal mobile che sta sotto al lavandino, nel punto in cui si appoggia la bombola del gas¹, per cui per trovarla è bastato seguire l'acqua, per arrivarci ho dovuto spostare un po' di cose.
La seconda cosa da fare è aprire la grasera pregando che il tubo di scarico non sia intasato del tutto, perchè il quel caso bisogna passare la piano B. Se il problema è che l'acqua defluisce troppo lentamente allora probabilmente basterà pulire la grasera, svuotandola di tutto lo schifo che vi si sarà accumulato negli anni, e comprare un qualche prodotto per "la limpieza de las cañerias". Ne vendono di vari e la cosa migliore è aspettare la sera, buttare il doppio o il triplo della dose direttamente nella grasera, condire il tutto con acqua bollente cercando di non respirare i salubri vapori che si sprigioneranno e poi attendere che il mix durante la notte corroda tutto ciò che si è accumulato nei tubi. In genere questo trattamento libera lo scarico, per cui la mattina potrete rimettere tutto a posto.
Il piano B invece è più complesso, poichè innanzitutto bisogna un attimo capire se la grasera della cucina è connessa a quella del bagno (capita, e in questo caso se è quella del bagno a intasarsi lo scoprirete quando avrete finito di lavare i piatti...), se sì potrete calcolare più o meno la distanza fra le due, se no non potrete calcolare niente: il calcolo serve perchè in questi casi l'unico modo di provare a liberare un tubo è con la forza bruta, per cui bisogna comprare uno strumento apposito (di cui non conosco il nome) che è una specie di lunga molla che va infilata nel tubo otturato, spingendo e girando, il quale viene venduto in varie misure, per cui sapere che ne basta uno da 3 metri invece che da 10 è utile a risparmiare.
Alla fine comunque la cosa migliore è comprare un filtro per lo scarico del lavandino della cucina, il quale sarà piuttosto complicato da trovare e, tra l'altro, non impedirà ovviamente il passaggio di qualche residuo più piccolo, tipo chicchi di riso ecc, per cui quando lavate i piatti fate attenzione e pensate alla grasera...
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